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Relazione annuale al Parlamento 2010 sulle droghe

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view post Posted on 22/6/2010, 12:55 Quote
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http://www.droganews.it/news/451/Presentat...Parlamento.html

Personalmente penso che l'LSD sia la sostanza più magica che l'uomo abbia prodotto in millenni di evoluzione, questa sostanza potrebbe cambiare il destino del mondo. Se ogni essere umano (sano di mente), provasse almeno una volta nella propria vita l'LSD, sono certo che vivremmo in un mondo migliore senza guerre ma con tanti fiori
 
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view post Posted on 23/6/2010, 17:33 Quote
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Cala il consumo di droghe? Giovanardi: grazie al caso Marrazzo e a nuovo clima culturale

Da cosa e' determinato il calo dei consumi di droga? "Il dibattito e' aperto" ha detto il sottosegretario Carlo Giovanardi a CNRmedia, aggiungendo: "per mille ragioni. O perché sono stati convinti a scuola, o perché si sono impressionati per il caso Marrazzo, o perché non avevano i soldi, oppure perché vivono in un clima culturale diverso".
"Tutti gli indicatori della Relazione - ha spiegato il titolare delle politiche antidroga - registrano un calo. Se lo scorso anno avevamo mille persone che si avvicinavano alla droga e quest'anno 750, vuol dire che ci sono 250 consumatori occasionali in meno o che non hanno iniziato, o che hanno smesso di drogarsi". "Oltre ai sondaggi e alle statistiche ci sono anche i risultati delle analisi delle acque reflue: quando l'Istituto Mario Negri rileva un meno 40% di cocaina, il dato è quello e i dati sulla presenza di droghe nelle acque reflue sono oggettivi e scientifici".
 
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view post Posted on 24/6/2010, 11:47 Quote
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Il "trionfo" di Giovanardi

Franco Corleone commenta sul suo blog le dichiarazioni di Giovanardi e Berlusconi sulla diminuzione dei consumatori di droghe in Italia.
Fonte: fuoriluogo.it, di franco corleone 22/06/2010

Carlo Giovanardi, il piccolo zar antidroga ha capito che la retorica sulla devastazione morale prodotta dai consumi di sostanze stupefacenti aveva stufato e così ha pensato bene di annunciare trionfalmente che i consumatori in un anno sono diminuiti di un milione!
Le ricerche sulle droghe illegali in Italia sono quasi sempre al servizio del pensiero unico del potere, i sondaggi poi con tutta evidenza hanno un tasso di errore assai alto per la paura che l’illegalità produce.
Con la diffusione di test di ogni tipo, a partire da quelli ai lavoratori con il rischio di licenziamento, chi si azzarderebbe a confessare il “vizio” o la “malattia” come giudica Giovanardi stili di vita e comportamenti che non capisce?
In compenso, Giovanardi capisce bene le ragioni del lambrusco e quindi può essere soddisfatto della sostituzione del consumo della canapa con quello dell’alcol.
Dai dati comunicati nella conferenza stampa pare scomparso il problema del numero immenso di tossicodipendenti e di consumatori o piccoli spacciatori in carcere? Le carceri esplodono e la linea dell’ottimismo cancella una tragedia quotidiana: è un altro volto del cinismo dopo quello manifestato contro Stefano Cucchi.
L’ultima nota di colore è il commento di Berlusconi (scritto da Capezzone?) di elogio all’opera del Governo per il danno provocato alla mafia.
E’ mancato solo un pensiero di solidarietà a don Gelmini, protettore dei deboli.
 
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Droghe, CNCA: entusiasmo fuori luogo, i servizi sono in ginocchio

Sorprendenti i dati contenuti nella Relazione al Parlamento 2010 per il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza. Dati "che, in ogni caso, non indicano un successo del Governo".
Fonte: fuoriluogo.it 23/06/2010

Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) giudica sorprendenti i dati contenuti nella Relazione annuale al Parlamento 2010 sull’uso di sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze, presentati ieri dal Governo. E si augura che questo imprevisto “successo” non sia l’alibi per continuare a non investire nel sistema dei servizi pubblici e del privato sociale.

“I dati della Relazione annuale”, dichiara Lucio Babolin, presidente del CNCA, “lasciano esterrefatti noi come la gran parte degli operatori del settore. Non ci risulta una decrescita dei consumi così rilevante, e in tempi così rapidi poi. È chiaro, tuttavia, che se anche questa discesa ci fosse stata, non sarebbe certo merito del Governo. Solo in queste settimane sono stati assegnati dal Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga i finanziamenti per i progetti di intervento nel campo delle tossicodipendenze, a due anni dall’insediamento. Il merito sarebbe piuttosto delle migliaia di operatori, pubblici e del privato sociale che da anni si impegnano con competenza e passione per aiutare le persone tossicodipendenti.”

“Non vorremmo, poi,” continua Babolin “che questi dati, presentati in modo trionfalistico, venissero usati come alibi per continuare a non investire nel sistema dei servizi, che resta invece in ginocchio: l’Intesa Stato/Regioni è ancora inattuata, i Dipartimenti per le dipendenze non sono stati istituiti in molte parti del paese, le rette per le comunità restano bassissime e i soldi arrivano con ritardi insostenibili, i servizi pubblici soffrono forti carenze d’organico. E i tagli previsti in Finanziaria potrebbero aggravare ulteriormente la situazione. Altro che ‘non c’è problema’”.

“Per questo ci preoccupano”, conclude Babolin, “le dichiarazioni rilasciate in merito dal presidente del Consiglio che, dopo essersi rallegrato per i dati della Relazione, ha affermato che allora si possono liberare risorse da investire altrove. È questo che dobbiamo aspettarci? Ancora meno fondi di oggi?”

Personalmente penso che l'LSD sia la sostanza più magica che l'uomo abbia prodotto in millenni di evoluzione, questa sostanza potrebbe cambiare il destino del mondo. Se ogni essere umano (sano di mente), provasse almeno una volta nella propria vita l'LSD, sono certo che vivremmo in un mondo migliore senza guerre ma con tanti fiori
 
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Chi sa gestire l'acido saprà gestire più comodamente l'avvenire?

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Droga. Un'indagine fantasiosa. Si ridurrebbe il consumo per merito del governo e della tivù
di Alessandro Ambrosin

ROMA - Siamo alla fantascienza, anzi alla "fantadroga". Oggi a palazzo Chigi il sottosegretario Carlo Giovanardi ha presentato la relazione annuale sull'uso delle droghe e tutti, ma proprio tutti e senza batter ciglio hanno divulgato l'annuncio propagandistico del governo, dal quale si evince che l'uso delle sostanze stupefacenti è calato del 26%.


Siamo tutti contenti, "Eureka!" direbbe invece Archimede, visto che il rapporto riporta addirittura il numero preciso dei consumatori: da 3.934.450 nel 2008 a 2.924.500 nel 2009. "Oggi per noi è una bella giornata - ha detto Giovanardi - , perchè per la prima volta dopo anni di peggioramento i dati segnalano, sorprendentemente, un crollo dei consumi e dei consumatori."
Il sottosegretario ha elogiato il Governo, il quale - a detta sua -, "sta facendo un buon lavoro e ora rispetto all'uso delle droghe c'è un clima diverso e una maggiore consapevolezza dei rischi, sia per la salute che per le conseguenze legali e giudiziarie, e questo si vede anche dalle trasmissione televisive."

Come non credergli visto che lo dice anche la televisione, quella dei talk-show urlati, dell'isola dei famosi, del grande fratello e delle tante notizie che non riescono mai ad arrivare ai telespettatori a causa di un'improvvisa interferenza. Non dimentichiamo che fu proprio il senatore Giovanardi a dire lo scorso novembre ai microfoni di Radio 24 che le foto diffuse del corpo segnato da lesioni, traumi e fratture di Stefano Cucchi, da lui definito come un "anoressico, drogato e sieropositivo", erano la prova che la causa del suo decesso era la droga.

Ma tornando alla relazione i motivi di questo drastico calo sarebbero legati alla crisi economica, che ha ridotto la disponibilità di denaro. Questo quanto emerge. Una motivazione davvero singolare, almeno rispetto al pensiero del capo del governo, secondo il quale la crisi non c'è, anzi come ha detto due giorni fa da Mosca: "c'è stato un diluvio, ma dopo tutto è tornato come prima, meglio di prima".
La Relazione integrale, composta da ben 487 pagine lascia alquanto perplessi sui dati riferiti che hanno portato ad una conclusione basata solo ed esclusivamente attraverso fonti indirette. D'altra parte stiamo parlando di un tema, ahimè, quasi impossibile da stimare numericamente e con una certa esattezza, e viene da chiedersi per quale ragione lo studio non sia stato affidato all'Istat, l'Istituto nazionale di statistica e di ricerca pubblico. Invece, come si nota nella relazione sono state utilizzate "diverse ed indipendenti fonti informative al fine di poter stimare il più correttamente possibile il fenomeno da vari punti di vista".

Nella sintesi, si legge, che "le percentuali di persone che nella popolazione generale contattata (su un campione di 12.323 soggetti di età compresa tra 15-64 anni) hanno dichiarato di aver usato almeno una volta nella vita stupefacenti sono risultate rispettivamente di 1,29% per l’eroina (1,6% nel 2008), 4,8% per la cocaina (7% nel 2008), 22,4% per la cannabis (32% nel 2008), per gli stimolanti – amfetamine – ecstasy 2,8% (3,8% nel 2008), per gli allucinogeni 1,9% (3,5% nel 2008)".

Ma vi pare che si possa cantare vittoria soltanto per aver posto la domanda a qualche migliaia di persone sull'uso di droghe? E poi si legge ancora che "Tali percentuali variano nella popolazione studentesca contattata (su un campione di 34.738 soggetti di età compresa tra 15-19 anni) e sono per l’eroina 1,2% (2,1% nel 2008), per la cocaina 4,1% (5,9% nel 2008) e per la cannabis 22,3% (31,5% nel 2008), per gli stimolanti – amfetamine – ecstasy 4,7% (4,7% nel 2008), per gli allucinogeni 3,5% (4,7% nel 2008)." Un campione davvero esiguo se consideriamo che solo gli studenti universitari iscritti nell'anno accademico preso in considerazione dal rapporto erano quasi 2 milioni.

Insomma il rapporto riflette solo una piccolissima parte di ciò che rappresenta questo drammatico fenomeno, sommerso, spesso sconosciuto e difficile da stimare attraverso numeri e percentuali, proprio per la difficoltà di elaborare un resoconto affidabile e riscontrabile con la realtà. Se così fosse, se gli elementi fossero così accertabili allora il problema non esisterebbe neppure. Per questo la lettura dei dati lascia spazio a libere interpretazioni.
Nel novembre del 2009 l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt), rilevò esattamente il contrario di quello che oggi esprime il rapporto del governo italiano e cioè che le droghe come cocaina ed eroina erano in considerevole aumento e l'Italia, a detta del presidente Marcel Reimen, si confermava tra i Paesi a maggiore consumo. Punti di vista diversi, direbbe qualcuno. Sarebbe interessante scoprire quanto ha speso il governo per questa relazione con tutti i ricercatori disoccupati che abbiamo nel nostro paese.

http://www.dazebao.org/news/index.php?opti...erna&Itemid=154
 
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Il governo: consumo di droga in calo
E' polemica, i radicali: dati "stupefacenti"

Il Pd: «Il governo usa un tema delicato per fare propaganda»
Giovanardi: «Chi critica porti i suoi dati»



ROMA (23 giugno) - È polemica sui dati della Relazione annuale al Parlamento sull'uso di sostanze stupefacenti e sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, presentata ieri a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi.

I parlamentari radicali Marco Perduca e Donatella Poretti giudicano inverosimile che i consumatori di droga siano un milione in meno rispetto all'anno precedente e aggiungono: «Leggendo le altre tabelle riportate, i decrementi di consumatori sono ancor più “stupefacenti”. L'unica spiegazione di queste incredibili variazioni che Giovanardi ci propina è che c'è la crisi economica, si spende di meno, magari ci si butta sugli alcoolici, “più accessibili e meno costosi e comunque in grado di dare effetti fortemente psicoattivi”. Un produttore di grappe non avrebbe potuto scrivere meglio! Leggeremo tutta la Relazione e tenteremo di individuare problemi e di proporre riduzioni al danno prodotto dal regime proibizionista».

È dello stesso avviso anche Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera. Secondo l'ex ministro della Sanità: «La spudoratezza di Berlusconi e Giovanardi non ha limiti: usano anche un tema delicato come quello della droga per fare propaganda e intestarsi un risultato che non c'è e un'azione inesistente. Purtroppo le cifre dicono che non c'è nessun calo nell'uso delle droghe; piuttosto, a causa della crisi economica, c'è stato uno spostamento verso l'alcol i cui danni possono essere anche peggiori. La lotta alle droghe è sparita dall'agenda del governo e anche da quella del Paese»

Alle critiche sull'attendibilità del rapporto ha risposto oggi lo stesso Giovanardi, intervenendo a un convegno in occasione della Giornata mondiale contro la droga: «Il rapporto è di 800 pagine e bisogna che chi ne parla prima lo leggesse. Noi ci siamo limitati a dare dati che derivano da otto centri di ricerca indipendente, tra cui quelli dei ministeri, l'Aci, l'Istat, le università. I dati sono contestabili solo se qualcuno ne porta altri altrettanto affidabili. La Turco ha parlato solo per demolire, invece, se tutti assieme collaboriamo chi ha detto che il consumo di droga non debba diminuire».
 
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Droga, il Cnr contro il governo: “Il consumo è calato molto meno”

L’unico modo per fermare il consumo di droga è la crisi economica. O almeno così abbiamo creduto dopo i dati della Relazione annuale al Parlamento sull’uso di sostanze stupefacenti e sullo stato delle tossicodipendenze, presentata nei giorni scorsi dal sottosegretario Carlo Giovanardi. A smentire Palazzo Chigi, secondo cui il consumo di stupefacenti sarebbe diminuito del 25,7%, è l’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr.

I punti contestati da Sabrina Molinaro, ricercatrice del Cnr e responsabile per l’Italia di Espad, il progetto del Consiglio d’Europa che ogni 4 anni analizza il mercato della droga di 39 paesi, sono vari. Prima di tutto il consumo di marijuana tra i giovani. “C`è una leggera flessione ma, per esempio, ci risulta che tra gli studenti l’uso di cannabis sia sceso del 2% e non del 9%”.

La Molinaro fino al 2007 ha analizzato il consumo di droghe anche per l’ufficio tossicodipendenze della Presidenza del Consiglio ma poi ci sono state le elezioni e l’incarico le è stato revocato: al posto del Cnr è subentrata l’università di Tor Vergata. La Molinaro però ha continuato il suo lavoro per il Consiglio d’Europa e le conclusioni a cui è arrivata, insieme al suo gruppo di ricercatori, discordano con quelle del Governo.

Oltre alla cannabis tra i giovani, sono i dati sulle droghe pesanti a non coincidere: “Tra il 2008 e il 2009 eroina, cocaina e stimolanti sono diminuiti ma solo dello 0,6%, dello 0,2% e dello 0,3%”, ha illustrato la ricercatrice. Ma anche sul vizio del bere non c’è accordo. “Lungi dall’aumentare, come denuncia il governo, il consumo di alcol si è ridotto dell`1,7% e le ubriacature sono passate dal 43% del 2007 al 40% attuale”. Secondo la relazione di Giovanardi, invece, dal 2007 al 2010 l’assunzione quotidiana si alcol sarebbe aumentata del 18,2% e le ubriacature addirittura del 200%, passando da una prevalenza dell’1% nel 2007 al 3% del 2010.

Infine abbiamo gli psicofarmaci. “E` la vera new entry – ha commentato la Molinaro – in due anni gli adolescenti che hanno ingerito Tavor sono saliti dal 10,4% all`11,8%. Tutti trend lievi comunque, lontanissimi da quelli pubblicizzati martedì”.

La distanza tra le due ricerche può essere spiegata in parte dalla metodologia utilizzata: gli analisti del CNR si sono rifatti al modello europeo con il questionario cartaceo in buste bianche mentre il dipartimento nazionale antidroga ha optato per quello da compilare sul computer. Anche la popolazione analizzata è diversa: le due ricerche infatti hanno considerato in maniera diversa.

Chi ha ragione? Essendo un’analisi di mercato su un’attività illegale, non è facile raccogliere i dati. Ma una cosa è certa. Come ha illustrato il sociologo Guido Blumir, “la ‘ndrangheta, massimo importatore europeo, si è già adattata alla crisi abbassando tagli e prezzi: se prima un grammo di cocaina costava 200 euro oggi si compra con 80”.

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-ital...to-meno-440488/

www.psiconautica.in

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Se le porte della percezione fossero sgombrate, ogni cosa apparirebbe com'è, infinita
(William Blake, A Memorable Fancy, in The Marriage of Heaven and Hell, 1790–1793)


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Dipartimento antidroga: non c'e' scontro col Cnr

Non vi e' alcuno scontro istituzionale tra Governo e Cnr. Lo precisa in una nota il Dipartimento politiche anti-droga, spiegando che "i vertici del Cnr, presidente e direttore dell'Istituto di fisiologia clinica, interpellati personalmente dal sottosegretario Carlo Giovanardi e dal capo del Dipartimento Giovanni Serpelloni, erano all'oscuro delle affermazioni rilasciate dalla dottoressa Sabrina Molinaro". Che oggi sulla stampa ha acceso lo scontro fra i due, sottolineando che la relazione del Governo al Parlamento sulle tossicondipendenze enfatizzava il calo dei consumi.
"Nonostante la diversita' di vedute", il Dipartimento tiene a "sottolineare il rapporto di leale collaborazione esistente con il Cnr. La collaborazione con l'Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa e' stata interrotta a suo tempo, per l'alto costo (1.800.000 euro) e le difficolta' di quest'ultimo nel fornire database completi attraverso cui controllare quanto riportato nelle precedenti relazioni al Parlamento. Per questo, la ricerca di tali dati - si spiega - e' stata assegnata all'Universita' di Roma Tor Vergata e nello specifico a un gruppo di ricercatori maggiormente qualificati e accreditati anche a livello europeo con progetto finanziato con 115 mila euro".
"Va sottolineato inoltre che ad oggi, diversamente dai dati dell'Universita' di Tor Vergata, riportati nella relazione al Parlamento, i risultati delle ricerche del Cnr non sono disponibili ufficialmente e nessuno li ha potuti vedere e verificare. Quelli esposti dalla Molinaro inoltre risultano peraltro coerenti con quanto riportato alla relazione al Parlamento anche se con valori piu' bassi", prosegue la nota, annunciando che "a breve il Dipartimento fissera' un incontro con i ricercatori del Cnr per aprire un confronto diretto tecnico-scientifico sull'argomento".

Personalmente penso che l'LSD sia la sostanza più magica che l'uomo abbia prodotto in millenni di evoluzione, questa sostanza potrebbe cambiare il destino del mondo. Se ogni essere umano (sano di mente), provasse almeno una volta nella propria vita l'LSD, sono certo che vivremmo in un mondo migliore senza guerre ma con tanti fiori
 
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Droghe. Prime superficiali riflessioni sul 'miracolo italiano'
Articolo di Pietro Yates Moretti


I dati contenuti nella Relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze in Italia sono veri o esagerati? Difficile saperlo con certezza. L'unica fonte autorevole (infatti autorevolissima) e affidabile che ha messo in discussione quel calo del 25% di consumatori sbandierato nella Relazione è il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il Cnr era un attore principale nella stesura dei dati contenuti nella Relazione fino al 2008, quando il sottosegretario Carlo Giovanardi (appena rinominato in quella posizione) e il suo braccio destro Giovanni Serpelloni lo hanno sostituito con centri di ricerca da loro ritenuti -diciamo così- più affidabili. Ebbene, secondo il Cnr, che è responsabile in Italia per l'Espad (il progetto del Consiglio d'Europa analizza il mercato della droga di 39 Paesi), le stime del Dipartimento antidroga sono fortemente esagerate. In ogni caso, anche il Cnr conferma un generale calo del numero dei consumatori, anche se molto più contenuto. Merito quindi delle politiche del Governo? Non potendo esprimere per ora una valutazione approfondita sulla veridicità dei dati del Governo, ci limitiamo a fare qualche considerazione in ordine generale.
Se avesse ragione il Cnr, che da osservatori ignoranti reputiamo più affidabile di un organo politico interessato a validare le proprie politiche, la diminuzione sarebbe perfettamente in linea con un trend europeo e anche statunitense che vede un calo generalizzato dei consumi di cannabis e droghe per via endovenosa, ad esempio. Un trend a cui peraltro l'Italia si unisce con qualche ritardo. Sta di fatto che il Dipartimento antidroga appare convinto che il calo sia dovuto a suoi meriti, e comunque a un nuovo "clima culturale" -prendiamo come una battuta e niente più il "fattore Marrazzo", che il sottosegretario ha indicato come possibile causa della diminuzione.
Ma ammettiamo pure che la diminuzione del consumo in Italia sia tale da costituire l'eccezione europea. Sinceramente ci sfugge cosa abbia fatto questo Dipartimento antidroga di così diverso dagli anni passati da determinare un così drammatico e improvviso "successo" dopo una sequela di insuccessi. Giovanardi è alla guida delle politiche antidroga in Italia dal 2001, seppur con la breve pausa del Governo Prodi. La legge sugli stupefacenti che porta il suo nome (la cosiddetta Fini-Giovanardi) è in vigore dal 2005. Puo' davvero credere Giovanardi di aver avuto un ruolo in questa improvvisa inversione di tendenza? Ci auguriamo per il bene del Paese che non lo pensi neanche lui, nonostante le pubbliche dichiarazioni.
In ogni modo, gli strumenti vincenti sarebbero stati due per il sottosegretario: repressione e "informazione basata sull'evidenza scientifica".
Per quanto riguarda la repressione, non vi è dubbio che dal 2001 ad oggi essa sia aumentata. La legge del 2005 ha un impianto fortemente repressivo, ed oggi sappiamo che viene perseguito non solo chi vende (legalmente) semi di cannabis, ma vengono perquisite a tappeto le case di coloro che li acquistano (legalmente). Sono aumentate anche le irruzioni nelle classi scolastiche di cani antidroga (già al tempo del Governo Prodi), i controlli fuori dalle scuole, e le carceri sono sempre più colme di tossicodipendenti. Ma come spiegarsi che improvvisamente, dopo anni di assoluta inefficacia di queste misure repressive, si assista ad una così miracolosa inversione? E comunque, seppur iper-repressiva, la legge Fini-Giovanardi non è così drammaticamente differente dalle leggi previgenti: il proibizionismo e la repressione sono alla base delle politiche antidroga da quarant'anni.
Forse sono state le campagne di informazione? Non entriamo nel merito di queste "informazioni", che di scientifico hanno spesso solo l'etichetta. Anche qui non è spiegabile che dopo anni di indiscussi insuccessi, si assista ad un loro improvviso successo. Il Dpa elogia in particolar modo le proprie campagne sui giovani, che si incentrano più che altro sulla cannabis (e più di recente sulle cosiddette 'smart drugs'). Da qui slogan come "la cannabis distrugge il cervello", "basta uno spinello per morire", lezioni sulla salute mentale fatte da poliziotti invece che da medici, e così via. Come più volte abbiamo ripetuto, tesi così palesemente false e apocalittiche finiscono per dilapidare ogni briciolo di credibilità che le istituzioni godono fra i giovani. Questi ultimi, come chiunque abbia un minimo di vita sociale, sanno benissimo che la cannabis non ha mai ucciso nessuno, al contrario di tabacco e alcool. Infatti, diversi studi dimostrano come questi messaggi finiscano per incoraggiare al consumo più giovani di quanti ne scoraggiano. Che questi messaggi non funzionino appare evidente anche se consideriamo validi i dati della Relazione: fra i giovani il consumo di cannabis è calato al pari di qualsiasi altra sostanza e in qualsiasi altra fascia d'età. Se invece consideriamo i dati del Cnr, si vedrà che il calo del consumo di cannabis fra i giovani è diminuito molto meno che nelle altre fasce d'età -segno questo della dannosità delle campagne di informazione e repressione giovanile. Si tenga presente anche che l'Italia ha raggiunto, proprio sotto la direzione Giovanardi, l'apice della classifica europea per consumo di cannabis.
Nelle prossime settimane e mesi possiamo solo augurarci che arrivino smentite o conferme scientificamente informate dei dati contenuti nella Relazione. In ogni caso, ci pare di poter dire con sicurezza, che le politiche del Governo in materia di droga hanno ben poco a che fare con l'andamento annuale del consumo e del mercato delle droghe in Italia. La realtà è purtroppo che l'attuale approccio alle droghe ha privato i Governi italiani, europei e mondiali di qualsiasi reale controllo del fenomeno, controllato più che altro dalle organizzazioni criminali sempre più forti, globalizzate e influenti grazie al proibizionismo.

Personalmente penso che l'LSD sia la sostanza più magica che l'uomo abbia prodotto in millenni di evoluzione, questa sostanza potrebbe cambiare il destino del mondo. Se ogni essere umano (sano di mente), provasse almeno una volta nella propria vita l'LSD, sono certo che vivremmo in un mondo migliore senza guerre ma con tanti fiori
 
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ITALIA - Droga, relazione Giovanardi 'contiene errori ed è in fase di correzione'


"Da fonte riservata ma sicura siamo venuti a conoscenza che la Relazione annuale sulle tossicodipendenze, presentata in Parlamento dal sottosegretario Giovanardi ben due settimane fa, non e' disponibile in forma cartacea perche' il testo distribuito allora alla stampa e disponibile su Internet contiene molti errori ed e' in fase di correzione". Lo affermano i senatori radicali del Pd Marco Perduca e Donatella Poretti. "Visto che il testo originario ha avuto ampia diffusione, grazie anche alla riuscitissima iniziativa pubblicitaria di Giovanardi che ha sbandierato un calo di consumatori di droghe del 25% fra il 2008 e i 2009 (guarda caso, il primo anno di ritorno al potere di Berlusconi e Giovanardi) - continuano i due senatori - chiediamo al sottosegretario e al fido Giovanni Serpelloni (capo del Dipartimento politiche antidroga, ndr) di comunicare pubblicamente gli errori contenuti nella Relazione, cosi' da permettere agli interessati di lavorare su dati certi, o, meglio, ufficiali".

Personalmente penso che l'LSD sia la sostanza più magica che l'uomo abbia prodotto in millenni di evoluzione, questa sostanza potrebbe cambiare il destino del mondo. Se ogni essere umano (sano di mente), provasse almeno una volta nella propria vita l'LSD, sono certo che vivremmo in un mondo migliore senza guerre ma con tanti fiori
 
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“Sulle droghe Giovanardi trucca le carte. Legalizzarle porterebbe molti soldi allo Stato”

Secondo il sociologo e leader del movimento antiprobizionista, il sottosegretario ha taroccato i metodi di ricerca della sua relazione sulle tossicodipendenze. Lorenzo Galeazzi intervista Guido Blumir per il Fatto.
05/07/2010

Guido Blumir, sociologo, è il maître à penser del movimento antiproibizionista italiano. I suoi libri sulle droghe, fra cui “La droga e il sistema” ed “Eroina”, hanno venduto oltre centomila copie. Ai nostri microfoni ha parlato delle politiche italiane sulle tossicodipendenze, a partire dalla decisione del Rototom Sunsplash Festival, di lasciare l’Italia e di mettere le tende in Spagna.

Partiamo dalla mera cronaca. Com’è che la kermesse reggae più famosa d’Europa ha deciso migrare in Spagna lasciando Osoppo e il Friuli?
Il festival richiamava una folla immensa: 150mila persone dall’Italia, dalla Francia, dalla Germania e dall’Est europeo. Gran bella musica e vita comunitaria in campeggio per una decina di giorni. Nonostante l’amministrazione di Osoppo fosse favorevole e nonostante i vantaggi economici che il festival portava per l’economia locale, alcuni ambienti hanno avviato delle procedure per ufficiali per impedire il festival.

Può essere più preciso?
C’era un rapporto dei Carabinieri che sosteneva la tesi che durante le edizioni del Rototom si verificasse consumo e vendita di hashish e di marijuana.

Reggae e marijuana. Ci può stare.
Sì certo. Quello che si fa finta di non sapere è che in Italia il fumo lo si vende e lo si consuma anche davanti alle parrocchie. C’è da dire però che gli organizzatori avevano messo in pratica una serie di accorgimenti perché non si spacciasse all’interno delle aree del festival, ma ovviamente è impossibile impedire ogni forma di consumo, e anche questo dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti.

E quindi cosa è successo?
E’ successo che il fatto che, come in tutto il mondo, circolasse un po’ di fumo, è stato usato come pretesto per fare partire una denuncia contro gli organizzatori e una lettera di diffida contro l’amministrazione.
Ecco che gli organizzatori hanno deciso per il salto della quaglia e hanno portato il Rototom a Valencia in Spagna, producendo un grave danno per l’economia locale e facendo un regalo ai cugini spagnoli.

Cosa centra in questa storia la legge Fini-Giovanardi sulle tossicodipendenze?
Questa legge non ha cambiato il quadro giuridico che era già proibizionista, ma ha dato il via a un nuovo clima culturale. Ma soprattutto ha inaugurato un sistema ipersanzionatorio. La vicenda del Rototom è figlia di questa impostazione. In Italia ci sono delle sacche culturali che, mezzo secolo dopo gli anni Sessanta, hanno ancora dei pregiudizi verso quella parte della popolazione che utilizza queste sostanze che in Italia, secondo le statistiche, sono 4 milioni.

E’ vero che lei pensa tutto il male possibile di questa legge?
E’ una legge inutilmente ideologica che non fa i conti con la realtà. Le faccio un esempio: la norma equipara le droghe leggere a quelle pesanti tutto a vantaggio di quest’ultime. Con questa equiparazione a uno spacciatore conviene vendere droghe ad alto tasso di profitto come la cocaina invece che il fumo, dato che corre gli stessi rischi. Idem per il consumo. Poi c’è la reintroduzione della dose massima giornaliera. Se un giovane viene pizzicato con un quantitativo di illecito superiore ai 4 o 5 grammi, scatta automaticamente il processo penale. Nel resto nel mondo le cose vanno diversamente: la dose consentita a Berlino è di 14 grammi, in Nord Irlanda e in Russia di 20, in 11 stati americani di un oncia, che corrisponde circa a 28 grammi. Insomma, a differenza di quanto avviene nei paesi più sviluppati, in Italia si criminalizza il consumo.

Eppure Giovanardi, presentando la sua relazione sulle tossicodipendenze al Parlamento, ha detto che anche grazie alla sua legge (e alla crisi economica), i consumi sono calati del 25%.
E’ una bufala. Quest’anno il Dipartimento delle politiche antidroga ha redatto la sua relazione con dei criteri completamente diversi dagli anni precedenti. Prima si affidava al CNR, quest’anno ha deciso di cambiare procedura, ha fatto di testa sua. Fatto sta che il Consiglio nazionale delle ricerche ha fatto la sua solita ricerca per l’Osservatorio europeo sulle tossicodipendenze che raccoglie i dati di tutti i paesi membri. E questa relazione cita dei dati praticamente uguali a quelli dell’anno scorso, con qualche piccolo aggiustamento, con buona pace di Giovanardi.

Alla luce del fatto che nel nostro paese ci sono 4 milioni di consumatori di hashish e marijuana, in termini economici quanto ci guadagnerebbe l’Italia se seguisse le orme dell’Olanda liberalizzando le droghe leggere?
In Olanda si possono comperare fino a 5 grammi di fumo al giorno nei coffee shop. Se in Italia stimiamo in 10 miliardi i soldi spesi dai consumatori di cannabinoidì, avremmo, solo di IVA, un’entrata di 2 miliardi di euro l’anno. Più atri due miliardi di tasse che i rivenditori di tali sostanze verserebbero al fisco. In California il governatore repubblicano Schwarzenegger ha dato l’incarico a una commissione di studiare i vantaggi fiscali della legalizzazione: non solo quanto ci guadagnerebbe lo stato, ma anche quanti soldi risparmierebbe con meno processi e meno galeotti rinchiusi per reati legati al consumo di tali sostanze.


http://www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamo...oldi-allo-stato
 
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Disponibili al confronto anche critico

Giovanni Serpelloni scrive al Manifesto dopo l'articolo di Franco Corleone nella rubrica di FL del 7 luglio 2010. La risposta di Corleone.
11/07/2010

Prendiamo atto dell'articolo da voi pubblicato a pag. 10 (rubrica «Fuoriluogo» il manifesto 7 luglio) a firma di Franco Corleone sui dati contenuti nella relazione al Parlamento. La trasparenza delle metodologie sia di raccolta dati che di elaborazione è ed è stata da parte nostra totale e qualsiasi confronto tecnico si voglia fare è non solo auspicabile ma anche estremamente gradito. Il Dpa è quindi disponibile a discutere con tutti gli esperti che vorranno essere indicati, entrando nei particolari dei dati presentati e delle metodologie utilizzate, peraltro già dichiarate nel dettaglio. Al fine di un chiarimento esaustivo, il Dpa auspica anche un confronto ed un approfondimento trasparente sui dati e le modalità di campionamento e di rappresentatività degli anni scorsi, in riferimento ai quali non sono mai stati sollevati dubbi dall'autore dell'articolo.
In quanto alle modalità operative del Dpa, evidentemente non gradite, attendiamo di conoscere le reali e concrete critiche, al di là degli slogan, sempre disponibili a migliorare il nostro operato anche in collaborazione con lo stesso Corleone. L'Osservatorio nazionale presso il Dpa è da sempre a disposizione di tutte le Regioni e Pubbliche Amministrazioni nonché degli operatori che vogliano avere dati ed informazioni. Riteniamo perlomeno discutibile e sicuramente non sostenibile l'idea di attivare un cosiddetto osservatorio «indipendente» (forse più correttamente definibile alternativo), considerata la complessità e l'istituzionalità dei flussi e i costi conseguenti, tenendo sempre presente che qualsiasi dato si voglia lo si può ottenere da fonte istituzionale. Prendiamo infine atto con soddisfazione che nonostante le critiche, lo stesso Corleone cita ed utilizza dati della nostra relazione. Comunque ben vengano i confronti e le discussioni se questo servirà, all'interno di un civile e sereno confronto per migliorare i nostri comuni sforzi di una migliore lettura del fenomeno, contro l'uso e la diffusione delle sostanze stupefacenti e l'abuso alcolico.
Giovanni Serpelloni Capo Dipartimento Politiche Antidroga

Non mi sembra che la nota del Dipartimento antidroga risponda nel merito degli appunti che ho sollevato nel mio articolo. È affidabile una valutazione del 10% in meno di consumo life time di canapa in poco più di un anno? E in generale: i dati dell'indagine 2009/10 sono comparabili con quelli della precedente? E se, come da me sostenuto, non lo sono, perché Giovanardi, nel presentare la Relazione, ha incentrato le sue valutazioni politiche solo su questo punto trascurando gli effetti penali e sanzionatori della sua legge? Comunque accogliamo con soddisfazione la disponibilità ad un approfondimento con esperti da noi indicati: l'Osservatorio indipendente che abbiamo proposto sarà a tal fine un utile strumento.
Un'ultima nota. Il dottor Serpelloni lamenta che «Fuoriluogo» non abbia mai scritto in maniera critica sulle Relazioni precedenti; si sbaglia, non siamo mai stati teneri neppure con i ministri dei governi «amici» e gli articoli sono facilmente a disposizione.
f. c.


http://www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamo...o-anche-critico

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Sulla droga Giovanardi dà i numeri

Il mistero dei dati sul consumo di stupefacenti. Tra il 2008 e il 2009 sarebbero un milione di meno. Peccato che quella del governo sia solo una stima, che si basa su confessioni volontarie
(09 settembre 2010)
All'inizio dell'estate il sottosegretario Carlo Giovanardi, padre della discussa riforma che ha equiparato cocaina e cannabis, ha annunciato alla nazione un risultato storico: tra il 2008 e il 2009 i consumatori italiani di stupefacenti sarebbero crollati del 25 per cento, scendendo da 3,9 a 2,9 milioni.

Un primato planetario: un milione in meno in appena un anno. Primo problema: quella del governo è solo una "stima", che si basa su confessioni volontarie. Per 15 anni le aveva raccolte il Cnr di Pisa, con moduli cartacei chiusi per garantire l'anonimato. Nel 2009 Giovanardi ha cambiato ricercatori e il suo staff ha usato l'informatica "per velocizzare i dati", per cui i giovani hanno dovuto autodenunciarsi, questa volta, attraverso i computer delle scuole.

Morale: gli esperti continuano ad aspettare i dati del Cnr, nella convinzione che il governo abbia fatto calare solo le confessioni, non i consumi. Anche perché, stando alle tabelle ufficiali, si sarebbero ridotti di oltre il 30 per cento perfino gli italiani che hanno usato coca o cannabis "almeno una volta nella vita". Ma in soli 12 mesi che fine hanno fatto? Tutti morti?

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/su...-numeri/2133779

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Relazione annuale al Parlamento sull'uso di sostanze stupefacenti in Italia 2010

In base ai dati forniti dalla Direzione Centrale Servizi Antidroga - Ministero Dell'Interno, nel 2009 i decessi per mortalità acuta droga correlata in Italia sono stati 484.
Per circa il 40% dei decessi registrati non è stato possibile rilevare la sostanza presunta che ha determinato il decesso; nel 49% dei casi il decesso è stato ricondotto, con ragionevole sicurezza, all'eroina, nel 9% alla cocaina e nel 2% al metadone.
Nel 2008 (ultimi dati disponibili) i decessi di pazienti ricoverati per patologie comorbili all'uso di sostanze stupefacenti sono stati 192, pari allo 0,7% del totale ricoveri droga correlati, senza variazione nell'ultimo triennio.
Per un totale quindi di poco meno di 700 decessi droga correlati totali in un anno.
Nonostante la Relazione riporti al parafrago I.1.3. l'entità del consumo di alcol in Italia, e al paragrafo I.3.3.4 i costi sociali degli incidenti stradali alcol correlati, evita di riportare i dati sulla mortalità acuta e tra i consumatori di alcol, che è stimata, nell'ambito delle progettualità internazionali dell'OMS coordinate dal Prof. Jurgen Rehm dell'Università di Toronto e realizzata per l'Italia in collaborazione con il Centro OMS per la Ricerca sull'Alcol dell'Istituto Superiore di Sanità (dati 2007 www.iss.it/esps/rili/cont.php?id=272〈=1&tipo=6), in circa 25.000 decessi annui alcol correlati.
I decessi totali alcol correlati risultato quindi essere circa 35 volte maggiori di quelli droga correlati.
Nella Relazione annuale al parlamento 2010 si stima che circa il 6% della popolazione italiana avrebbe assunto almeno una volta nell'ultimo anno droghe illegali, mentre secondo il Rapporto ESPAD www.primaepoi.it/Report%20ESPAD.pdf 2010 i consumatori di alcol nello stesso arco di tempo sarebbero l'82% della popolazione (ovvero 13 volte in più dei consumatori di droghe illecite).
La stima (Rapporto ACI-ISTAT) dei costi sociali degli incidenti stradali alcol e droga correlati per l'anno 2008 è pari inoltre a circa 861 milioni di euro.
L'86,69% dei costi è imputabile all'alcol (le voci predominanti sono quelle legate ai costi materiali ed alla perdita di produttività presente e futura dovuta ad incidenti stradali).

Personalmente penso che l'LSD sia la sostanza più magica che l'uomo abbia prodotto in millenni di evoluzione, questa sostanza potrebbe cambiare il destino del mondo. Se ogni essere umano (sano di mente), provasse almeno una volta nella propria vita l'LSD, sono certo che vivremmo in un mondo migliore senza guerre ma con tanti fiori
 
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14 replies since 22/6/2010, 12:55
 
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